Sanzioni e documentazione:

Incombe in sanzioni, assieme alla ditta controllata, anche la figura appaltante, la direzione lavori, l’amministratore condominiale, ente pubblico, comunale, provinciale o privato che non abbia eseguito le opportune verifiche professionali prima e durante l’esecuzione dei lavori.
Inoltre, in caso di controllo in cantiere o nella sede della ditta incaricata del lavaggio chimico da parte del NOE (Nucleo Operativo Ecologico dell’Arma dei Carabinieri) è necessario essere in regola con i seguenti punti:

- Presentazione annuale del MUD – Modello Unico di Dichiarazione presso la Camera di Commercio.

- Iscrizione al SISTRI (Sistema di Controllo della Tracciabilità dei Rifiuti).

- Compilazione del formulario identificativo dei rifiuti vidimato dalla Camera di Commercio e definito in base al catalogo europeo dei rifiuti CER.

- Presenza in cantiere del P.O.S. contro il rischio chimico.

- Eventuale certificazione di avvenuto smaltimento.

- Trasporto e stoccaggio temporaneo in cantiere secondo le norme ambientali e A.D.R.

  1. -Analisi e campionamento di provetta da 1 lt per la determinazione della modalità di
    smaltimento.

Smaltimento:

Le sostanze derivanti da attività chimiche come possono essere lavaggi chimici, decapaggi e passivazioni non rientrano nella famiglia delle acque reflue domestiche. Le sostanze contenute all’interno di questi composti (acidi, metalli, incrostazioni ecc...) obbligano a classificare tali scarichi come rifiuti.
Trattandosi di rifiuti, la legge e le normative vigenti impongono un trattamento differente. Il rifiuto prodotto va definito ed identificato in base al Catalogo Europeo Rifiuti (CER) e può essere classificato come rifiuto pericoloso o non pericoloso. Tale classificazione va effettuata in base all’analisi chimica eseguita sul campione prelevato.

REPARTO LAVAGGI CHIMICI - APPROFONDIMENTO

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